Attraverso gli strumenti digitali (e non) siamo diventati straordinariamente bravi nella rappresentazione del reale:: dalla fotografia al cinema, dall'immagine al suono digitale poi, fino alle più complesse esperienze tridimensionali. Una ricerca estrema di mimesi della realtà.
Wikipedia: "Mimesi viene dalla parola greca μίμησι (derivata a sua volta dal verbo μιμεîσθαι), che significa imitazione. In particolar modo ci si riferisce all'imitazione della realtà e della natura che è il fondamento, secondo l'estetica classica, della creazione artistica. Ogni forma d'arte sarebbe così un'attività di mimesi."
La riflessione che ho iniziato alla UX Conference di Lugano del 2010, indaga nella direzione opposta alla mimesi: se da una parte abbiamo l'imitazione del reale, dall'altra abbiamo la costruzione di una nuova realtà più ricca, complessa e connessa.
Nasce un nuovo Archetipo, L'HyperNaturalObject.
Gli HNO sono oggetti sociali che hanno comportamenti non semplici features, mostrano un corpo fisico (sensoriale) contrapposto ad una “anima di software” che vive in Rete.
Gli HNO, in un sistema esteso quanto il mondo formeranno l'Hyper Natural Environment. Ovvero la realtà per come sarà conosciuta nel prossimo futuro.
Esisteranno (ed esistono già) HNO per prendere appunti, per cogliere l'attimo, per ascoltare la realtà (dagli odori ai suoni inascoltati, al suono degli alberi). Ed esisteranno oggetti che non avranno neanche più bisogno dell'uomo che nutriranno l'Hyper Natural Environment.
Gli HNO quindi avranno un corpo e degli "organi di comunicazione" che non funzioneranno solo "attraverso la rete" maanche "attraverso lo spazio esterno". Proprio come comunichiamo noi uomini. Gli HNO in pratica saranno piccoli robot con una loro capacità evolutiva che miglioreranno di generazione in generazione rispetto all'obiettivo dato.
guardatevi l'ottimo video divulgativo di SuperQuark inserito nell'articolo che qui cito: Il biologo Laurent Keller, gli ingegneri Sara Mitri e Dario Floreano studiano l’evoluzione dell’intelligenza artificiale: robot programmati attraverso un “genoma” binario a 264 bit, in cui 33 geni (da 8 bit) sono sottoposti ad un tasso di mutazione pari a 1/100 di mutazione dei bit. Attraverso il “genoma” sono programmati per cercare, con sensori appositi, la fonte di “cibo” rappresentata nel ring di studio da un’area rossa. Essa è però capace di ospitare solo 8 robot (su 10) per ogni round di esperimento. Specularmente è invece presente una fonte di “veleno”: ai robot vengono assegnati dei “punti di sopravvivenza” a seconda di quanto tempo passano vicino al “cibo” o al “veleno”.
I robot possono anche comunicare tra loro attraverso una luce blu ed un sensore apposito, o meglio, inizialmente la luce blu lampeggiava casualmente ma nel corso delle generazioni solo il “genoma” binario dei robot sopravvissuti (con il punteggio di sopravvivenza più alto) è stato fatto accoppiare, simulando così una selezione. Dopo solo 9 generazioni la luce blu divenne informativa “luce blu = cibo”, ma siccome le risorse di “cibo” contuinuavano ad essere limitate, alla 50esima generazione la luce blu divenne poco informativa: il 60% robot cominciarono quindi a fingere di non essere presso la fonte del “cibo”."
Questo mi fa pensare che la legge di Hamilton sull'altruismo nell'evoluzione, sia fondamentale nella primissima fase dell'evoluzione... dopo poche generazioni nasce una forma arcaica di linguaggio, capace di attrarre individui della stesa specie verso "opportunità positive", poi con la stessa "naturalezza" l'equilibrio della specie è messo in pericolo dalla forza individuale e "da una conspaevolezza" del controllo delle fonti di cibo/energia. Robot, umani troppo umani!
Gli HNO quindi seguiranno una velocissima accelerazione tecno biologica, con salti generazionali molto rapidi e "autonomi", dall'evoluzione empirica e casuale saranno capaci di sviluppare (proprio come oggi noi uomini) un'evoluzione digitale e biologica.
L'unico limite che vedo è che in questo processo l'evoluzione del corpo dovrebbe seguire la stessa evoluzione della mente... e allora perché non pensarew Hyper Natural Factories? Capaci di creare (far nascere?!) Hyper Natural Objects...
Scrivetemi prima di Giugno, sarebbe bello avere vostre idee e suggerimenti.
